Sembrava tutto scontato, al limite facile. Andavo al congresso del mio partito con idee precise e con la volontà di marcare la differenza tra noi e gli altri, alleati o meno che fossero. L’entusiasmo non era molto perché le leggi elettorali ed i meccanismi costruiti ad arte per imbavagliare la capacità dirompente delle minoranze ci obbligano ad alleanze che potrebbero sembrare innaturali.
Oggi tutto è cambiato. Il Congresso può diventare la grande occasione. C’è il rischio che la drammaticità del momento politico e la difficoltà, creata ad arte, della situazione economica portino ad un oscuramento di fatto della comunicazione del nostro evento; ma sta agli Italiani, al nostro popolo capire che bisogna unirsi attorno alle nostre idee di sempre per RESISTERE.
Sì, RESISTERE al tentativo di saccheggiare i nostri risparmi, alla malaugurata idea di dare ad un uomo-banca la responsabilità del nostro governo, alla ignavia dei politici venduti che senza orgoglio e senza dignità si arrendono ai ricatti della finanza ed invece di approfittare della crisi dei sistemi finanziari si mettono proni nella speranza di ricevere qualche briciola.
Il prof Auriti li chiamava camerieri dei banchieri, ma era un gentiluomo. Lui che aveva teorizzato la proprietà popolare della moneta , che aveva denunciato il signoraggio bancario ed aveva realizzato l’esperimento del Simeg, moneta di proprietà popolare in uso nel comune di Guardiagrele, aveva indicato la via.
A noi il dovere politico di tornare a proporre leggi che restituiscano al popolo la proprietà della moneta, che nazionalizzino le banche cui va affidata solo la gestione del denaro e che obblighino le banche stesse a pagare l’interesse per il denaro che gli prestiamo loro per la gestione.
In tal modo il debito pubblico calerà rapidamente e non saremo obbligati ai diKtat di chi vuole speculare sulle nostre risorse . I vari Prodi, Monti, Ciampi, Dini ben remunerati servitori dei grandi trust economici e delle lobbies finanziarie non avranno più il potere di regalarci monete apolidi come l’euro o norme capestro come i prelievi forzati sui conto correnti privati, per poter poi rifinanziare le banche che tornerebbero a finanziare le nostre imprese, con i nostri soldi, a tassi di usura.
Un altro dovere immediato ci attende: convincere le nazioni europee a creare una vera unità politica da allargare con patti economici alla Russia ed ad alcune nazioni del Mediterraneo per difenderci dalla bolla speculativa di quel gioco strano per cui i tassi dei Bot dipendono dallo spread , che viene suggestionato dalle agenzie di rating che sono sempre delle società private gestite dal potere finanziario e che orientano le attività degli investitori secondo le convenienze degli speculatori internazionali.
Un gioco sporco che va rintuzzato dalla forza dell’Europa politica, che potrà così finalmente battere una moneta europea espressione di popoli politicamente uniti e non di una banca privata, nata dalla volontà dei consigli di amministrazione di altre banche private.
E’ una bella scommessa che merita di essere giocata tutta e fino in fondo. A Torino ne parleremo e voteremo ma vorremmo che gli Italiani tutti venissero a sostenerci perché la battaglia sarà dura ma noi la faremo fino in fondo con il popolo per il popolo, con l’Italia per l’Europa.
Oggi tutto è cambiato. Il Congresso può diventare la grande occasione. C’è il rischio che la drammaticità del momento politico e la difficoltà, creata ad arte, della situazione economica portino ad un oscuramento di fatto della comunicazione del nostro evento; ma sta agli Italiani, al nostro popolo capire che bisogna unirsi attorno alle nostre idee di sempre per RESISTERE.
Sì, RESISTERE al tentativo di saccheggiare i nostri risparmi, alla malaugurata idea di dare ad un uomo-banca la responsabilità del nostro governo, alla ignavia dei politici venduti che senza orgoglio e senza dignità si arrendono ai ricatti della finanza ed invece di approfittare della crisi dei sistemi finanziari si mettono proni nella speranza di ricevere qualche briciola.
Il prof Auriti li chiamava camerieri dei banchieri, ma era un gentiluomo. Lui che aveva teorizzato la proprietà popolare della moneta , che aveva denunciato il signoraggio bancario ed aveva realizzato l’esperimento del Simeg, moneta di proprietà popolare in uso nel comune di Guardiagrele, aveva indicato la via.
A noi il dovere politico di tornare a proporre leggi che restituiscano al popolo la proprietà della moneta, che nazionalizzino le banche cui va affidata solo la gestione del denaro e che obblighino le banche stesse a pagare l’interesse per il denaro che gli prestiamo loro per la gestione.
In tal modo il debito pubblico calerà rapidamente e non saremo obbligati ai diKtat di chi vuole speculare sulle nostre risorse . I vari Prodi, Monti, Ciampi, Dini ben remunerati servitori dei grandi trust economici e delle lobbies finanziarie non avranno più il potere di regalarci monete apolidi come l’euro o norme capestro come i prelievi forzati sui conto correnti privati, per poter poi rifinanziare le banche che tornerebbero a finanziare le nostre imprese, con i nostri soldi, a tassi di usura.
Un altro dovere immediato ci attende: convincere le nazioni europee a creare una vera unità politica da allargare con patti economici alla Russia ed ad alcune nazioni del Mediterraneo per difenderci dalla bolla speculativa di quel gioco strano per cui i tassi dei Bot dipendono dallo spread , che viene suggestionato dalle agenzie di rating che sono sempre delle società private gestite dal potere finanziario e che orientano le attività degli investitori secondo le convenienze degli speculatori internazionali.
Un gioco sporco che va rintuzzato dalla forza dell’Europa politica, che potrà così finalmente battere una moneta europea espressione di popoli politicamente uniti e non di una banca privata, nata dalla volontà dei consigli di amministrazione di altre banche private.
E’ una bella scommessa che merita di essere giocata tutta e fino in fondo. A Torino ne parleremo e voteremo ma vorremmo che gli Italiani tutti venissero a sostenerci perché la battaglia sarà dura ma noi la faremo fino in fondo con il popolo per il popolo, con l’Italia per l’Europa.
Adriano Tilgher









